Foto online per la salvaguardia degli animali



Sembra che la compagnia petrolifera British Petroleum, responsabile del disastro della marea nera si sparse nel Golfo del Messico inondato di petrolio a seguito di un incidente di trivellazione nel 2010, avesse vietato la pubblicazione di foto di animali colpiti da parte degli addetti ai lavori impegnati sulle spiagge per cercare di contenere i danni. Il divieto, più simile a una censura sarebbe stato segnalato da un giornalista della testata Daily News, che ha raccontato come i responsabili della compagnia cercassero di insabbiare i danni provocati dall’ecosistema, sbarrando la strada anche alla diffusione di foto su internet.

Fotografie che sono fortunatamente diventate comunque di dominio pubblico, mostrando al mondo gli enormi danni causati all’habitat e agli animali. Non è possibile avere una stima precisa dei danni perché molti degli animali colpiti sono semplicemente affondati, invece di arrivare alle spiagge, dove sono stati rinvenuti più di 500 uccelli, 300 tartarughe, un numero imprecisato di pesci o fauna sottomarina e svariati mammiferi, tutti uccisi dal contatto con le sostanze sparse impunemente nell’oceano dalla piattaforma petrolifera.

Secondo gli esperti l’ambiente impiegherà anni per ristabilirsi e i reporter sul posto in questi mesi per seguire la situazione hanno fotografato una situazione nient’affatto risolta.

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